Condizionatori portatili con pompa di calore
Un portatile con pompa di calore raffredda d'estate e scalda nelle mezze stagioni con un COP di 2,5-3,0: produce 2,5-3 kW di calore assorbendo 1 kW. Una stufa elettrica resistiva, a parità di kW assorbiti, ne restituisce uno solo. Il vantaggio esiste finché fuori ci sono almeno 5-7 °C: sotto quella soglia la resa cala e lo sbrinamento interrompe il ciclo. Costa 100-200 euro più di un modello solo freddo.
In breve
- COP 2,5-3,0: scalda a un terzo del costo di una stufa elettrica da 2 kW.
- Soglia operativa reale: 5-7 °C esterni, con resa in calo sotto i 10 °C.
- Copre 20-30 m² in riscaldamento, meno di quanto copra in raffrescamento.
- Sovrapprezzo di 100-200 euro: si ripaga in una stagione se sostituisci una stufa.
Cosa guardare in un modello caldo e freddo
1. COP dichiarato e potenza termica
Cerca il COP e i kW termici, non solo i BTU in raffrescamento. Un 12.000 BTU freddo rende in genere 3,2-3,5 kW di calore con COP 2,8. Se la scheda indica solo la potenza elettrica assorbita in riscaldamento, il modello quasi sempre integra una resistenza elettrica e non una vera pompa di calore.
2. Temperatura esterna minima
Il dato è nel manuale, spesso indicato come range di funzionamento in modalità caldo. I portatili si fermano fra 0 e 5 °C, con resa già dimezzata a 3 °C. In una casa di pianura serve una fonte di calore alternativa per le settimane di gennaio.
3. Gestione dello sbrinamento
Sotto i 7 °C l'umidità gela sullo scambiatore esterno. L'apparecchio inverte il ciclo per qualche minuto e soffia aria fredda: succede ogni 40-60 minuti. I modelli con sbrinamento intelligente lo attivano solo quando serve e riducono le interruzioni.
4. Scarico condensa in modalità caldo
In riscaldamento la condensa si forma sull'unità che sta dentro casa e va scaricata più spesso che d'estate. Verifica la presenza del foro per lo scarico continuo: senza, in inverno svuoti la vaschetta ogni 6-8 ore.
5. Rumore e distribuzione dell'aria calda
In riscaldamento la ventola gira spesso al massimo per spingere l'aria calda verso il basso, dove serve. I valori salgono a 55-62 dB. I modelli con deflettore orientabile verso il pavimento riducono la stratificazione: senza, la parte alta della stanza resta 3-4 gradi sopra la zona in cui stai seduto.
Quanto costa scaldare: confronto fra tecnologie
| Sistema | Resa per 1 kWh elettrico | Costo di 3 ore al giorno | Limite |
|---|---|---|---|
| Portatile con pompa di calore | 2,5-3,0 kWh termici | 0,80-1,10 euro | Si ferma sotto 0-5 °C esterni |
| Stufetta elettrica resistiva | 1 kWh termico | 1,50-1,90 euro | Nessuno, ma cara |
| Termoventilatore da 2 kW | 1 kWh termico | 1,80-2,20 euro | Asciuga l'aria e rumoreggia |
| Split fisso a pompa di calore | 3,5-4,5 kWh termici | 0,50-0,70 euro | Richiede installazione |
Con 3 ore al giorno per 90 giorni il portatile a pompa di calore fa risparmiare 70-90 euro rispetto a una resistenza elettrica: il sovrapprezzo rientra nella prima stagione. Se cerchi solo calore e non ti serve il fresco, valuta le stufette elettriche portatili, più economiche all'acquisto.
Per quale esigenza scegliere il caldo e freddo
Casa in affitto senza impianto fisso
Un 9.000-12.000 BTU con pompa di calore copre una stanza da 20-25 m² tutto l'anno e si porta via al trasloco. Cerca COP dichiarato sopra 2,6, timer settimanale e ruote piroettanti. Fascia 450-650 euro.
Vedi i caldo freddo da 12.000 BTU su AmazonSeconda casa e mezze stagioni
In una casa al mare o in collina serve calore rapido a ottobre e ad aprile, quando fuori ci sono 8-14 °C: la zona ideale per la pompa di calore. Utile la funzione antigelo che mantiene 8-10 °C durante le assenze e protegge le tubazioni.
Vedi i modelli inverter caldo freddo su AmazonStanza singola o studio da 15-18 m²
Un 9.000 BTU basta e assorbe 900-1.100 W in riscaldamento, compatibili con un contatore da 3 kW. Preferisci i modelli sotto i 52 dB alla minima se ci lavori dentro. Per il solo raffrescamento estivo confronta con i modelli da 9.000 BTU solo freddo, che costano meno.
Vedi i 9.000 BTU caldo freddo su AmazonErrori da evitare
- Contare sulla pompa di calore a gennaio in pianura. Con 2-3 °C esterni la resa si dimezza e lo sbrinamento parte ogni 40 minuti.
- Scambiare per pompa di calore un modello con resistenza. Se assorbe 2 kW per rendere 2 kW termici è una stufa: il COP dichiarato deve superare 2.
- Dimenticare il tubo in modalità caldo. Anche in riscaldamento il tubo va alla finestra, altrimenti l'aria fredda espulsa resta in casa.
- Usarlo come unico riscaldamento di casa. Copre una stanza da 20-30 m²: per l'intero appartamento servono più unità o un impianto.
Domande frequenti
Fino a che temperatura esterna scalda un condizionatore portatile a pompa di calore?
La maggior parte lavora bene fino a 7 gradi esterni e si ferma fra 0 e 5 gradi. A 3 gradi la resa è già dimezzata e lo sbrinamento interrompe il ciclo ogni 40-60 minuti. Controlla il range indicato nel manuale.
Conviene rispetto a una stufa elettrica?
Sì nelle mezze stagioni: con COP 2,8 produce 2,8 kWh termici per ogni kWh consumato, contro 1 di una resistenza. Su 3 ore al giorno per 90 giorni il risparmio è di 70-90 euro, sufficiente a coprire il sovrapprezzo di acquisto.
Va scaricata la condensa anche in inverno?
Sì, e più spesso che d'estate perché in riscaldamento la condensa si forma sullo scambiatore interno. Senza scarico continuo la vaschetta si riempie ogni 6-8 ore. Verifica che il modello abbia il foro per il tubicino di drenaggio.