Saldatrici laser portatili

Aggiornato il 9 settembre 2026

La saldatrice laser portatile a fibra e' una macchina professionale, non un utensile da fai da te: costa da 2.500 a 12.000 euro e serve a chi lavora inox, alluminio e lamiera sottile tutti i giorni. Il vantaggio reale sta nella velocita', da 2 a 4 volte il TIG sui cordoni lineari, e nella deformazione quasi nulla su spessori sotto i 2 mm. Contano tre numeri: potenza della sorgente in watt, alimentazione disponibile in officina e tipo di raffreddamento. Il resto, wobble e ottiche comprese, si sceglie in base al pezzo.

In breve

  • Sotto i 2 mm di inox bastano 1.000-1.500 W: sopra i 3 mm servono 2.000 W.
  • Fino a 1.500 W si lavora con presa monofase 230 V da 16 A; oltre serve trifase 400 V.
  • Il gas di protezione consuma 10-15 l/min di argon: metti in conto una bombola da 10 litri.
  • La classe 4 impone occhiali con densita' ottica OD5 a 1.080 nm e cabina o schermo.
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Come scegliere: potenza, alimentazione e sicurezza

I cataloghi mostrano quasi tutti la stessa valigetta con pistola e cavo da 5 o 10 metri. Le differenze che cambiano il lavoro quotidiano sono cinque.

1. Potenza della sorgente in watt

Le taglie di mercato sono 1.000, 1.500, 2.000 e 3.000 W. Una sorgente da 1.500 W salda inox fino a 3 mm in un solo passaggio e resta gestibile con impianto monofase. I 3.000 W servono solo se lavori acciaio al carbonio sopra i 4 mm o alluminio spesso: consumano quasi il doppio e obbligano al raffreddamento a liquido con chiller da 3 kW.

2. Alimentazione elettrica disponibile

Una macchina da 1.500 W assorbe circa 5-6 kW di picco comprensivi di chiller: sta in una presa industriale monofase da 16 A solo se l'impianto regge 6 kW. Sopra i 2.000 W la trifase 400 V non e' opzionale. Verifica il contatore prima di ordinare: adeguare la potenza impegnata costa piu' di molti accessori.

3. Testa di saldatura e oscillazione

La testa con wobble fa oscillare il fascio da 0 a 5 mm di ampiezza e allarga il cordone senza aumentare la potenza. Serve quando gli accoppiamenti non sono perfetti: senza oscillazione il laser perdona meno di 0,2 mm di gioco. Le teste che accettano anche il filo d'apporto da 0,8 e 1,0 mm coprono i riporti e gli angoli aperti.

4. Gas di protezione e consumo

L'inox chiede argon puro a 10-15 l/min, l'acciaio al carbonio si accontenta di azoto o aria secca. Una bombola da 10 litri caricata a 200 bar rende circa 2.000 litri utili: sono due o tre ore di arco continuo. Senza gas il cordone su inox ossida e diventa nero, e la ripulitura vanifica il tempo risparmiato.

5. Raffreddamento e ciclo di lavoro

Le sorgenti a fibra dichiarano ciclo di lavoro al 100 per cento, ma solo con chiller dimensionato e temperatura ambiente sotto i 35 gradi. Controlla la portata della pompa in l/min e la presenza dell'allarme di flusso: e' l'unica protezione che evita di cuocere il collimatore. In estate, in officina non climatizzata, la macchina va spenta a intervalli.

6. Sicurezza: e' un laser di classe 4

Il fascio a 1.080 nm e' invisibile e la riflessione sull'inox lucido e' pericolosa quanto il raggio diretto. Servono occhiali certificati con densita' ottica OD5 o superiore su quella lunghezza d'onda, pareti opache e nessun passaggio di terzi. Il sensore di contatto sull'ugello, che blocca l'emissione a pistola sollevata, e' un requisito, non un extra.

Spessori saldabili per potenza della sorgente

SorgenteInox in un passaggioAcciaio al carbonioAlluminio
1.000 Wfino a 2 mmfino a 2 mmfino a 1,5 mm
1.500 Wfino a 3 mmfino a 3 mmfino a 2 mm
2.000 Wfino a 4 mmfino a 4 mmfino a 3 mm
3.000 Wfino a 6 mmfino a 5 mmfino a 4 mm

I valori valgono su giunti puliti e ben accostati. Con gioco superiore a 0,3 mm scala di una riga: la stessa macchina rende come quella della classe inferiore. Sopra i 6 mm il laser portatile non e' la scelta giusta: un impianto MIG a filo continuo deposita piu' materiale in meno tempo.

Quale potenza scegliere in base al lavoro

Carpenteria leggera e ringhiere (1.500 W)

E' la taglia piu' equilibrata per un'officina che lavora tubolari da 1,5-2 mm e piatti fino a 3 mm. Cerca testa con wobble regolabile, cavo da 10 metri e chiller integrato nel carrello. La fascia parte da circa 4.000 euro con la sorgente monofase e sale a 6.000 con testa multifunzione che salda, pulisce e taglia.

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Inox a vista, arredo e banconi (2.000 W)

Qui conta la finitura, non la penetrazione: servono oscillazione fino a 5 mm, controllo fine della potenza sotto il 30 per cento e argon puro. Con 2.000 W chiudi angoli interni su lamiera da 1,2 mm senza sbavature e riduci la lucidatura a una passata di scotch brite. Per i tagli di preparazione resta piu' comoda una smerigliatrice a batteria.

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Assistenza e riparazioni fuori sede (1.000 W)

Per gli interventi in campo pesa piu' la logistica della potenza: 1.000 W raffreddati ad aria stanno sotto i 40 kg e partono da una presa domestica da 3 kW. Accetti spessori entro 2 mm e cordoni piu' lenti, ma eviti chiller e trifase. Chi salda solo staffe e profilati fa prima con una saldatrice inverter a elettrodo.

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Errori da evitare

Domande frequenti

Una saldatrice laser portatile sostituisce il TIG?

Sui giunti lineari in inox fino a 3 mm si', con velocita' da 2 a 4 volte superiore e deformazione minima. Il TIG resta piu' controllabile su spessori sotto 0,8 mm, su geometrie chiuse e quando serve molto materiale d'apporto.

Serve un impianto trifase?

Fino a 1.500 W la maggior parte delle macchine funziona su monofase 230 V, con assorbimento di picco intorno ai 6 kW compreso il chiller. Dai 2.000 W in su la trifase 400 V e' quasi sempre obbligatoria per specifica del costruttore.

Quanto consuma di corrente?

Una sorgente da 1.500 W assorbe circa 4,5-5 kW durante l'emissione, ma l'arco resta acceso per pochi minuti all'ora. In un turno di 8 ore il consumo reale si aggira sui 6-10 kWh, cioe' 2-3 euro a tariffe industriali medie.